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La psicoterapia

La psicoterapia è un trattamento sistematico dei disturbi e dei disagi psichici effettuato attraverso il rapporto verbale ed emotivo tra il paziente ed il terapeuta, il quale si avvale di procedure e metodologie psicologiche per le quali è indispensabile una particolare formazione di studi e di esperienza clinica-professionale. La psicoterapia può essere descritta come un reciproco tentativo, sia del terapeuta che del paziente, di investigare ed di comprendere la natura del disagio di quest'ultimo al fine di fornire sollievo e chiarificazione dinamica alla sua sofferenza e soprattutto produrre cambiamenti psichici stabili che permettano non solo la guarigione della sofferenza psichica ma anche e soprattutto una crescita individuale e il massimo livello di salute mentale.

La durata di una psicoterapia è molto variabile dipendendo da vari fattori: la complessità del problema, le aspettative del paziente, le sue possibilità economiche, la teoria di riferimento del terapeuta, ecc.).

Seduta psicoterapeutica

I costi della seduta psicoterapeutica sono anche esse variabili a seconda della durata complessiva ed del tipo della singola seduta (cioè se colloquio individuale, di coppia, familiare).


Professionalmente la psicoterapia è una specializzazione sanitaria riservata a Medici e Psicologi iscritti ai rispettivi ordini professionali che si consegue in Italia mediante un percorso formativo obbligatorio presso scuole di specializzazione universitarie o scuole di specializzazione private legittimate da una commissione di controllo del M.I.U.R. (Ministero dell'Università e della Ricerca) ad erogare formazione specialistica in materia dei disturbi e disagi psichici.

Il Modello della Psicoanalisi Relazionale


Tale approccio analitico, che è stato formulato nel 1988 da Stephen A. Mitchell psicoanalista americano, segue una ampia tradizione teorica-clinica post-freudiana che fa riferimento ad autori quali: Ferenczi, Fromm, Sullivan, Frieda Fromm-Reichmann, Levenson ed altri.

Secondo Mitchell lo sviluppo individuale avviene dentro una "matrice relazionale" che ogni persona costruisce attraverso le sue esperienze affettive significative.

"Finché l'analista non partecipa affettivamente alla matrice relazionale del paziente piuttosto, non si scopre al suo interno, finché l'analista non è in un certo senso affascinato dalla richieste del paziente, plasmato dalle proiezioni del paziente, reso ostile e frustrato dalle difese del paziente, quest’ultimo non è pienamente coinvolto e la profondità dell'esperienza analitica viene almeno in parte perduta." (Mitchell,1988)

Il terapeuta a sua volta svolge un ruolo attivo nella costruzione della relazione insieme al cliente, non si limita più ad essere solo un osservatore distaccato, silenzioso, neutro.

Questa dimensione di co-costruzione del rapporto terapeutico, pur rispettando i differenti ruoli e responsabilità, consente al terapeuta di trovare una differente modalità con cui coinvolgere il cliente in una nuova possibilità di relazione che, nel tempo, gli consenta di abbandonare i vecchi schemi relazionali per sperimentane di nuovi, più validi e con meno paura di cambiare e fallire.

"L'intero spettro del disagio mentale può essere definito nei suoi termini generali come la tendenza di certe persone a ripetere sempre di nuovo le stesse esperienze dolorose, a provare gli stessi sentimenti spiacevoli e ad instaurare le medesime relazioni autodistruttive."(Mitchell,1988)

In questo senso la depressione, l'ansia, l'angoscia, non sono più da intendersi come prove evidenti di qualcosa di rotto o di incompiuto nella mente individuale, bensì come espressioni di modalità disadattive di relazione, come tentativi di dare un qualche significato alla propria sofferenza psicologica, frutto della personale, unica ed inevitabile storia affettiva.

E' importante avere la consapevolezza che non si può crescere senza ferite: "La lotta dinamica che rimane centrale per tutta la vita è quella tra il bisogno potente di instaurare, mantenere e proteggere legami intimi con gli altri e i vari tentativi di sottrarsi alle sofferenze e ai pericoli che quei legami comportano, al senso di vulnerabilità, alle minacce di delusione, di oppressione, di sfruttamento e di perdita." (Mitchell,1988)

La cura consiste quindi nel rendere la nostra creatività più libera di esprimersi fra l'autonomia individuale ed il rapporto con l'altro per costruire nuove possibilità di vita psicologica.

L'analisi della relazione promuove autocoscienza, e lo scopo della terapia non consiste più solo nel rivivere i sentimenti appartenenti alle relazioni significative del passato ma di capire come superare questi vecchi modelli relazionali sperimentando modalità e soluzioni alternative con l'analista.

Questa nuova conoscenza e l'elemento centrale del cambiamento che permetterà al paziente sia di diventare più consapevole ed autonomo nel modo di pensare dinamicamente su se stesso e sia di cambiare concretamente la propria esistenza.

La Medicina Olistica

Come ben sappiamo per un essere umano (e non solo) è impossibile vivere senza emozioni, e le stesse emozioni hanno una parte rilevante nella genesi delle malattie e questo è tanto più ovvio per il medico della Medicina Olistica ed Energetica che si sforza di vedere l'individuo nella sua interezza sia organica che psicofisica.

 

Se osserviamo l'essere umano nel suo ambiente e durante la sua vita quotidiana non possiamo negare l'evidente intreccio che esiste in ogni atto, in ogni comportamento, in ogni funzione biologica tra la sfera emozionale ed il corpo e tutto ciò è palesemente e continuamente verificabile sia nell'uomo sano che durante una qualunque malattia più o meno grave.

 

Quando un individuo è assoggettato alle emozioni, cioè non è capace a governarle, perde la capacità di condurre una vita dignitosa e le malattie si svilupperanno soprattutto sul piano psichico (ad esempio ansia o vere e proprie crisi di panico).

 

Quando invece si nega il mondo emozionale reprimendo le sensazioni psichiche, le malattie si svilupperanno soprattutto sul piano fisico (ad esempio colite o le più disparate malattie cutanee).

 

Nonostante ciò la Medicina Accademica, suddivisa in tutte le sue miriade di specialità, ha difficoltà ad analizzare le malattie sotto il loro profilo psicologico.

 

L'essere umano quando è malato sente lui stesso che la malattia è sempre qualcosa che colpisce a tutto campo la sua intera impalcatura psicofisica, a maggior ragione tutto ciò diventa la pratica quotidiana di un medico ad approccio olistico che basa appunto la terapia delle malattie sulla loro genesi psicosomatica.

A questo fine i presidi terapeutici possono essere diversi a seconda del caso clinico presentato dal paziente:

 

  • OMEOPATIA
  • MEDICINA CINESE
  • AGOPUNTURA
  • FITOTERAPIA
  • NATUROPATIA
  • OMOTOSSICOLOGIA
  • FIORI DI BACH

etc.


Tali protocolli terapeutici hanno tutti le seguenti caratteristiche:

 

  • scarsi o nulli effetti collaterali;
  • la loro radice comune in quel vasto patrimonio che sono le conoscenze e le esperienze tradizionali
    delle Medicine Naturali;
  • degli studi clinici con comprovata valenza scientifica;
  • come target specifico sia il corpo nonché la biorisonanza delle emozioni nel sistema Uomo.
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